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Notizie
  • Il Papa: contro la crisi liberiamo talenti
    Prendere l’iniziativa, non stare alla finestra aspettando che altri provvedano: è il "metodo" che il Papa indica ai partecipanti al quarto Festival della dottrina sociale della Chiesa in corso a Verona per trovare una via d’uscita dalla crisi. L’analisi di Bergoglio, che ha fatto pervenire all’iniziativa un partecipe e caloroso videomessaggio, esamina varie modalità per «prendere l’iniziativa», una scelta «urgente» perché «il sistema tende a omologare tutto e il denaro la fa da padrone». Oggi bisogna «avere il coraggio di non lasciarsi imprigionare dal denaro e dai risultati a breve termine diventandone schiavi». Esortando a trovare un «modo nuovo di vedere le cose», il Papa chiede anzitutto di non farsi vincere dal disorientamento e dalla paura indotti dalla «situazione di crisi sociale ed economica nella quale ci troviamo», che è «così pesante» da farci credere che «noi non possiamo farci niente». C’è una vera «tentazione» da vincere: quella di «fermarsi a curare l
  • Papa Francesco alla Fao: chi ha fame chiede dignità
    ​L’affamato “ci chiede dignità, non elemosina”. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione, in corso a Roma alla sede della Fao e voluta dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Accolto dal direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, dal vice direttore l’Oms, Oleg Chestnov, e dall’arcivescovo Luigi Travaglino, osservatore permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, il Santo Padre ha incontrato brevemente la Regina Letizia di Spagna, prima di accedere alla sala plenaria. Il diritto all’alimentazione sarà garantito solo se “ci preoccupiamo” della “persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione”, cioè il “soggetto reale” di tale diritto. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla seconda Conferenza internazi
  • Cristiani perseguitati, l'ecumenismo del sangue
    "Coloro che perseguitano Cristo nei suoi fedeli non fanno differenze di confessioni: li perseguitano semplicemente perché sono cristiani". È questo uno dei passaggi forti del discorso di Papa Francesco alla sessione plenaria del Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani. Un argomento che viene dimostrato dai fatti tutti i giorni in tanti Paesi del mondo. E partendo da questa osservazione ha parlato "dell'ecumenismo del sangue", ovvero la capacità dei cristiani di dare testimonianza fino a donare la vita. Un ecumenismo che, ha osservato Bergoglio "proprio l'"Unitatis redintegratio" invitava a valorizzarlo riconoscendo, nei fratelli e nelle sorelle di altre Chiese e Comunità cristiane, la capacità, donata, di dare testimonianza a Cristo fino al sacrificio della vita. Tali testimonianze non sono mai mancate in questi cinquant'anni e continuano anche ai nostri giorni. Sta a noi accoglierle con fede e lasciare che la loro forza ci spinga a convertirci ad una fratern
  • Bagnasco: disastri scatenati dal profitto
    "Quando s'innescano dei disordini nella natura, scatenati dall'interesse, dal puro interesse, dal profitto umano, dai nostri comodi, prima o dopo lo squilibrio si rivolta". Parole dure, pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, commentando le parole del Papa alla Fao, dopo lala Messa per i defunti del cimitero della Biacca a Genova Bolzaneto dove una frana ha distrutto colombari e tombe. "Il Signore infonda la sua sapienza in tutti coloro che hanno responsabilità di interventi pronti, tempestivi ed adeguati", ha aggiunto Bagnasco. Un concetto ripreso nell'omelia durante la quale ha auspicato che "il Signore ispiri pensieri responsabili e decisioni di giustizia per interventi immediati sui territori e sui danni". Nell'omelia il cardinale ha anche ricordato che "oltre a case, scantinati, negozi ed esercizi commerciali, le diverse ondate hanno percosso le strade con ulteriori difficoltà per il lavoro di molti". Questo, ha pros
  • La manovra ha «dimenticato i poveri»
    Succede un’altra volta. Ci si dimentica dei poveri. O meglio, forse si pensa che al problema bastino le soluzioni messe in campo dall’Europa, con il Fondo aiuti europei agli indigenti (il Fead) che, però oltre ad essere stato esteso dalla sola emergenza alimentare a tutte le politiche sociali, è stato anche tagliato di circa 30 milioni l’anno a Paese. Come dire: più persone da aiutare, meno soldi da distribuire.Il punto è che l’Italia resta immobile davanti ai suoi poveri: quelli sì, in aumento impressionante. L’ultimo rapporto Istat è già finito nel dimenticatoio, ma a luglio parlava di 6 milioni e 20mila persone senza cibo e beni primari. Tra cui ci sono un milione e mezzo di minori. La differenza, per loro, non la fanno gli 80 euro in busta paga, né la social card, ma un piatto di pasta e un pezzo di pane: non hanno nemmeno quelli. Eppure, ecco la sorpresa: nella Legge di Stabilità, di cui si sta discutendo in Parlamento, del Fondo nazionale per gli indigenti non c’è più traccia. Quello,