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  • Papa: famiglia mai attaccata come ora
    Accompagnare la famiglia, difendere il matrimonio, mai attaccati come oggi. Questa la riflessione di Papa Francesco al movimento apostolico Schoenstatt, ricevuto in Aula Paolo VI in occasione del centenario di fondazione, avvenuta in Germania nell’ottobre 1914 per volontà di padre Giuseppe Kentenich. L’incontro, a cui hanno partecipato circa 7.500 persone, è stato animato da un dialogo dei presenti col Pontefice e da testimonianze e video di comunità, sposi, famiglie e giovani provenienti da una cinquantina di Paesi. All’evento hanno preso parte anche i rappresentanti di vari movimenti ecclesiali, tra cui la presidente dei Focolari, Maria Voce.La famiglia e il matrimonio, mai “tanto attaccati” come al giorno d’oggi. Papa Francesco, sollecitato dalle domande di alcuni esponenti del movimento apostolico Schoenstatt, torna sui temi del recente Sinodo dei vescovi e nota come sempre più nella società si proponga un modello di famiglia intesa come forma di “associazione” : “Che la famiglia sia co
  • Galantino: nomadi perché precari
    “Oggi siamo nomadi perché precari”. È lo slogan scelto dal segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che ha aperto questa mattina a Salerno la tavola rotonda “Perché e per cosa sperare nella precarietà”, organizzata nell'ambito del convegno "Nella precarietà la speranza". Al dibattito sono intervenuti il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, il direttore di Federmeccanica, Stefano Franchi, il segretario confederale Cisl, Luigi Sbarra, e il direttore di rete di Tv2000, Paolo Ruffini. “Siamo nomadi quando non abbiamo più certezze in ambito religioso, politico e sociale - ha proseguito il vescovo -. Abbiamo perso molte di queste certezze non solo perché soggettivamente instabili o indecisi, ma perché si sono dissolte in larghi strati e non sono più riconosciute come valori stabili e universali”. “La condizione odierna potrebbe essere rappresentata come un Pantheon che ha tanti altari, ma tutti equidistanti dal centro. Ci manca un punto centrale di riferimento e qu
  • Kurdistan, arriva il progetto-famiglia
    "Non possiamo rassegnarci a pensare al Medio Oriente senza i cristiani". Il grido di Papa Francesco non ha lasciato indifferente il mondo delle associazioni cattoliche. Così la Cei e la Caritas Italiana lanciano un appello agli italiani per sostenere le comunità cristiane in Iraq, rifugiate in Kurdistan dopo gli attacchi dell'Isis e ancora bisognose di tutto. La prima iniziativa, denominata "Progetto Famiglia", riguarda la realizzazione di gemellaggi con famiglie di profughi, finalizzati ad assicurare un minimo dignitoso a una famiglia di 5 persone. Ci si può impegnare - spiega in una nota la Conferenza Episcopale Italiana - per un giorno (5 euro), un mese (140 euro), per un trimestre (420 euro), per un semestre (840 euro) o per un anno (1.680 euro). La seconda ("Progetto Casa") riguarda l'acquisto di 150 container per l'alloggio di altrettante famiglie. In questo caso, il costo è di 3.140 euro per unità. Infine, la terza iniziativa ("Progetto Scuola") riguarda l'
  • Cgil in piazza: avanti tutta contro Renzi
    Una Susanna Camusso al vetriolo, scatenata contro il premier Matteo Renzi e il suo governo. Parole durissime. Un affondo continuo, pochissimi riconoscimenti. Il segretario generale della Cgil oggi, a Roma, in una piazza San Giovanni gremita seondo il sindacato da 1 milione di persone, si è presentata come l'avversario numero uno del nuovo corso del Pd. E ha annunciato battaglia a oltranza con "scioperi articolati e anche con lo sciopero generale, ma col passo giusto". Nel suo intervento Camusso ha criticato il governo a ripetizione, rivolgendosi più volte direttamente al presidente del Consiglio: "Non può illudersi - ha detto in un passaggio - che basterà chiedere la fiducia in Parlamento"; il sindacato continuerà nella mobilitazione per rivendicare le ragioni del lavoro. "Sul lavoro si giocano i destini di tutti noi, ma anche quello del governo", ha osservato, "senza il lavoro non si cambia ma si arretra". Camusso ha contestato la mancanza di coraggio dell'esecut
  • Cameron non vuole pagare la bolletta alla Ue
    Il "non pagherò" di tatcheriana memoria di David Cameron nei confronti del bilancio Ue ha aperto un altro fronte di scontro con Bruxelles. E sta diventando un boomerang sempre più pericoloso, tanto che per la stampa popolare inglese è "un passo più vicino alla Brexit", l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, e un nuovo assist all'Ukip e alla famiglia degli euroscettici. Il premier britannico ha denunciato di non essere stato messo al corrente prima della "bolletta" da 2,1 miliardi di euro in più da pagare a Bruxelles, mentre il cancelliere dello scacchiere George Osborne ne era già al corrente da martedì. Ma la Commissione Ue continua a respinge le accuse al mittente e in una nota puntualizza che tutti gli stati membri erano già stati informati degli aggiustamenti dei rispettivi contributi al bilancio Ue sin dal 17 ottobre. La solidarietà europea con Londra, a parte l'Olanda che ha scoperto di dover pagare oltre 640 milioni e l'Italia (340 in più), sembra per ora latit