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Prima pagina del giornale Avvenire :

Notizie
  • Il grazie di Papa Francesco a Meriam
    Stamani Meriam ha incontrato Papa Francesco. È stata ricevuta in un salone di Santa Marta con il marito e i due bambini, il secondo dei quali nato mentre era in carcere. Del gruppo che ha incontrato il Papa ha fatto parte anche il viceministro Lapo Pistelli, mentre monsignor Yoannis Lahzi Gaid, segretario del Papa, ha fatto da interprete. Tra Meriam e Francesco, ha riferito padre Lombardi, c'è stata "una bella conversazione: sostanzialmente il Papa ha ringraziato per la testimonianza di fede e la costanza della sua fede". A sua volta Meriam, ha proseguito Lombardi, "ha ringraziato per il sostegno che nella sua vicenda ha sempre avuto dalla Chiesa cattolica". La conversazione è poi proseguita con il Papa che si è informato circa il futuro prossimo della famiglia sudanese, in cerca di una sistemazione. Lombardi ha definito la conversazione "serena, affettuosa", "il Papa è stato molto tenero". Il colloquio fitto fitto tra Bergoglio e Meriam è durato circa dieci minut
  • Avvenire da subito al fianco di Meriam
    Ai lettori di Avvenire la vicenda di Meriam è ben nota. Tutto è cominciato proprio sul nostro sito Avvenire.it, nel pomeriggio del 15 maggio, quando dalle agenzie di stampa è giunta in redazione la notizia della sentenza emessa da un tribunale sudanese. Condanna a morte per apostasia, più cento frustate per adulterio. È stata immediata la decisione di prenderci a cuore le sorti di questa giovane madre sudanese, cristiana ortodossa, al nono mese di gravidanza, arrestata nell’agosto del 2013 e in carcere da febbraio.La sentenza era del 5 maggio, dieci giorni prima, ma ci sono parti del mondo da dove le notizie arrivano a rilento. L’11 maggio il giudice le aveva offerto la salvezza a patto che si convertisse all'islam. Tre giorni per pensarci. Il 14 maggio, davanti al magistrato, Meriam aveva rifiutato di rinnegare Cristo.Immediatamente, quel 15 maggio, abbiamo lanciato un appello ai nostri lettori: gridate insieme a noi “Meriam deve vivere”, urliamolo al mondo. E subito è partita la nostra campagna v
  • Gaza, bombe su scuola Onu: è strage di sfollati
    L'artiglieria israeliana ha colpito a Beit Hanun, nel Nord della Striscia di Gaza, una scuola dell'Unrwa (l'ente dell'Onu per i profughi) in cui avevano trovato riparo numerosi sfollati. Il tragico bilancio è di 16 morti e circa 200 feriti. Lo ha detto a una stazione radio locale il direttore dell'ospedale di Beit Hanun.La scuola fungeva da rifugio per abitanti di Beit Hanun costretti ad abbandonare nei giorni scorsi le loro abitazioni, prima dell'ingresso delle forze di terra israeliane. L'ubicazione della scuola, ha spiegato un funzionario dell'Unrwa, era nota all'esercito israeliano. Il fuoco nella sua direzione, ha precisato, non è stato preceduto da avvertimenti di sorta. "Per i prossimi giorni non prevedo né un cessate il fuoco né un ritiro dell'esercito israeliano di difesa", ha dichiarato il ministro per le Scienze Yaakov Peri, ex responsabile nel settore sicurezza, sul sito web di informazione Walla. "Due o tre giorni non basteranno per finire di distruggere i tunnel", ha s
  • L’oscura legge del Califfato
    Definirla legge della giungla sarebbe troppo clemente. Nei pochi mesi intercorsi tra la sua occupazione della provincia siriana di Raqqa quella irachena di Mosul, l’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi ha riportato buona parte del Medio Oriente indietro nella notte dei tempi. Sopra la testa di milioni di persone che vivono nei territori del “Califfato” pende ora la spada di leggi oscurantiste che ricordano da vicino quelle imposte dai taleban afghani. Il “Codice di condotta” articolato in 16 punti e diffuso dall’Isis dopo la presa di Mosul e la cacciata delle famiglia cristiane si arricchisce ogni giorno di nuove norme che intendono, secondo gli ideologi, «riportare la società islamica alla sua purezza originale». Il documento è stato chiamato Wathiqat al-Madina erroneamente tradotto con «Patto con la città». In verità, i jihadisti intendevano evocare il «Patto di Medina» con cui Maometto ha fissato, poco dopo la sua migrazione nel 622 in questa città, le regole della convivenza tra i diversi grupp
  • Carceri, risarciti i detenuti trattati male
    Indennizzi ai detenuti sottoposti a trattamento inumano e stretta sulle misure cautelari. La Camera approva il decreto legge sulle carceri, che ora andrà al Senato per il voto definitivo.    Il provvedimento completa il pacchetto normativo già approvato nei mesi scorsi in risposta alla sentenza "Torreggiani" della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato l'Italia per la situazione delle carceri. Tra le norme, anche interventi sul minorile e sull'organico degli agenti penitenziari. Ecco, in sintesi, le principali novità. RISARCIMENTO AI DETENUTI. Sconti di pena o soldi ai detenuti reclusi in "condizioni inumane". Per compensare la violazione della Convenzione sui diritti dell'uomo, se la pena è ancora da espiare è previsto un abbuono di un giorno ogni dieci passati in celle sovraffollate. A chi è già fuori andranno invece 8 euro per ogni giornata in cui si è subito la reclusione in condizioni disumane. La richiesta, in questo caso, va fatta entro 6 mesi dalla fine