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Notizie
  • Nigeria, strage: non volevano unirsi ai Boko
    Sgozzati e trucidati, alcuni anche all'interno di una moschea, nel nord della Nigeria. La furia omicida dei Boko Haram non conosce limiti. Almeno 68 civili, tutti maschi, sono stati uccisi in un nuovo massacro avvenuto martedì scorso nel villaggio di Njaba nello Stato di Borno, mentre altre decine di persone sono state assassinate in altri raid compiuti nei giorni seguenti al confine con il Ciad. Della strage di martedì scorso - riferisce la Bbc online - si è saputo solo giovedì, perché l'area colpita si trova in una regione difficile da raggiungere.Gli assalitori sono penetrati a Njaba, hanno separato le donne ed hanno infierito su uomini e ragazzi, alcuni anche di 12 anni, e poi hanno dato fuoco alle case. "Molti sono stati sgozzati nella moschea - ha raccontato all'Ap Aminatu Mommodu -, altri invece sono stati uccisi con colpi di proiettile, mentre le donne fuggivano nella foresta".  E dopo Njaba la caccia all'uomo è proseguita in altri centri. Anche in que
  • Neocatecumenali, il Papa: grande dono per la Chiesa
    ​ Un “dono della Provvidenza” che “fa un grande bene nella Chiesa”. Con queste parole di stima Papa Francesco ha salutato i membri del Cammino Neocatecumenale, che hanno affollato l’Aula Paolo VI per la presentazione al Papa delle 200 famiglie del Movimento pronte a partire in missione in tutti i continenti. Mille e 100 famiglie sono già sparse nei cinque continenti, con i loro 4.600 figli. Altre 200, con 600 figli, si alzano in Aula Paolo VI per ricevere la benedizione di Papa Francesco e aggiungersi alla lista di quelli che li hanno preceduti. Papà, mamme, ragazzi, bambini che hanno deciso che la loro casa sarà altrove – altre le scuole, gli amici – ciascuna in una porzione di mondo dove Gesù e Vangelo sono parole di presa molto relativa. Cammino in terre lontane Papa Francesco è felice di poter stringere a sé questa umanità fatta di gente che dimostra in modo inequivocabile una generosità e un amore per Cri
  • L'Is rade al suolo l'antica Nimrud
    Un nuovo danno irreparabile al patrimonio archeologico dell'Iraq e del mondo. I miliziani dell'Is hanno raso al suolo con una colonna di bulldozer il sito archeologico di Nimrud, nei pressi della città di Mosul, occupata dal Califfato islamico di Abubakr al Baghdadi. È stato il ministero del Turismo e delle Antichità irachene a dare la notizia dello scempio con un post sulla sua pagina Facebook.Non ci sono dettagli sull'estensione dei danni, ma si afferma che l'Is continua "a sfidare la volontà del mondo e i sentimenti dell'umanità". All'inizio di quest'anno gli uomini di al Baghdadi avevano annunciato l'intenzione di distruggere i reperti archeologici con la motivazione che secondo loro offendevano l'islam. E il 26 febbraio erano arrivate, con un video di cinque minuti, le immagini della devastazione del museo di Mosul, della distruzione di statue e manufatti. La distruzione dell'antica capitale assira Nimrud da parte dei militanti dell'Is "costituisce un crimine di guerra". L
  • Sardegna, allarme dei vescovi
    Un forte allarme. È quello lanciato dai vescovi sardi sui problemi socio - economici che da tempo affliggono l’Isola. Prioritario per i pastori appare il problema del lavoro e della disoccupazione, poi quello dell’inquinamento da scorie nucleari. «Temi, insieme a quello della crescente povertà – dice il vescovo di Tempio - Ampurias e segretario della Conferenza episcopale sarda Sebastiano Sanguinetti – già richiamati nella lettera pastorale pubblicata lo scorso anno, raccogliendo le sollecitazioni di Papa Francesco espresse nel corso della visita pastorale a Cagliari. I dati sono impietosi e come vescovi, attraverso le nostre parrocchie, raccogliamo le istanze di tanta gente in estrema difficoltà, persone e famiglie provate, e per questo vogliano tenere alto il livello dell’attenzione». Ai due fenomeni si affianca quello legato allo spopolamento delle zone interne e dei piccoli centri, con il contemporaneo arretramento dei tradizio
  • Incendi a Caronia, a causarli era un 26enne
    Alle prime luci dell'alba i carabinieri di Caronia, in provincia di Messina, hanno arrestato un 26enne e notificato un avviso di garanzia al padre, entrambi ritenuti responsabili degli incendi avvenuti negli scorsi mesi a Canneto di Caronia. L'attività, che ha comportato diverse perquisizioni, chiude un lungo periodo d'indagine svolta dall'Arma che, sotto il coordinamento della Procura di Patti, è stata volta a far luce sui misteriosi roghi che avvenivano nella frazione marina del comune di Caronia. Luoghi che già nel gennaio del 2004 erano stati teatro di diversi incendi e che dopo un periodo di pausa, erano ripresi dal luglio del 2014. Le indagini hanno dimostrato come in realtà questi roghi, che hanno creato numerosi disagi alla comunità messinese, fossero di natura dolosa messi in scena dal 26enne con la complicità del padre. Non erano incendi procurati da eventi elettromagnetici, né da esperimenti militari; né si trattava di fenomeni paranormali. Gli