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Notizie
  • «Amman, avamposto per disinnescare la piaga dilagante dell’estremismo»
    Amman, 3 settembre 2015 -  HA LA voce profonda. Pacata. Quella di un uomo che ha visto il mondo e sa maneggiarlo. Parla con semplicità, lentamente, scandendo le frasi. E a sentirlo, sembra quasi di averlo accanto, comodamente seduto sul divano di casa, impegnato in un colloquio qualunque. Invece Giovanni Brauzzi, secondo ambasciatore spezzino ad Amman, si trova a migliaia di chilometri di distanza, appeso al telefono di un ufficio nel quale ha appena posato la valigetta da diplomatico navigato. «Ho iniziato la mia carriera – racconta – nel lontano 1981 e da allora ho prestato servizio in numerosi paesi, confrontandomi con realtà profondamente diverse tra loro. Sono stato due volte in Africa: prima a Lagos, in Nigeria; e poi a Nairobi, in Kenia. Ho lavorato in due fasi successive della mia carriera per le grandi organizzazioni internazionali: con la Nato, a Bruxelles, e con le Nazioni Unite a New York. Nel 2005 sono stato nominato ministro all’Ambasciata di Londra. Cinque
  • Matematica, algoritmi e libertà. Dal rischio del controllo alla creatività
    Sarzana, 3 settembre 2015 - IL DIFFICILE rapporto tra matematica e libertà. O, più chiaramente, tra il voler organizzare in termini quasi algoritmici ogni aspetto della vita umana e l’esigenza di evitare che questo si traduca in forme di controllo totale, di inaridimento della creatività. E’ anche questo uno dei temi che saranno al centro dell’incontro con il professor Carlo Toffaroli, sabato pomeriggio, nell’ambito del Festival della Mente. Anticipiamo qualche spunto in questa intervista. Professor Carlo Toffaroli, che cosa significa approccio matematico alla realtà? «Mi riferisco al fatto che la matematica è presente, magari in forma nascosta, in tante evenienze della nostra vita. C’è un approccio algoritmico alla vita che spesso avviene tramite l’informatica, tramite il computer, ma altrettanto spesso è regolato da procedure, idee e strategie che nascono all’interno della matematica». La matematica
  • Il video del furto finisce su facebook. La ladra torna in cartoleria e si scusa
    La Spezia, 3 settembre 2015 - Il suo gesto, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza del negozio e poi postato su Facebook dallo stesso proprietario, in poco tempo aveva fatto il giro del web. E ieri pomeriggio, pentita per quanto accaduto, è tornata nel negozio per scusarsi e pagare quanto sottratto illecitamente il giorno prima. Protagonista della vicenda la donna che martedì pomeriggio si era resa responsabile del furto di un astuccio all’interno della ‘’Cartoleria dei Mille’’ gestita da Andrea Bernardini. Nel video della telecamera di sorveglianza installata tra il bancone e l’entrata del negozio, si vede una bambina prendere un astuccio e cederlo a una donna che, appostata davanti al bancone, lo infila in una busta di plastica. Una volta celata la merce, la donna e la piccola si allontanano, seguite da un’altra ragazza. Il giovane titolare della cartoleria non ci aveva pensato due volte: dopo aver sporto denuncia è bast
  • Nativi digitali? Prudenza ma stop ai pregiudizi. «Internet è una risorsa»
    Sarzana, 2 settembre 2015 - Li chiamano Generazione 2.0 o anche nativi digitali ma dietro alle definizioni, per come vengono recepite dall’opinione pubblica, finiscono col nascondersi incomprensioni e pregiudizi. Che possiamo riassumere nella paura verso l’uso delle nuove tecnologie che prova chi nativo digitale non è. Un contributo di conoscenza lo offrirà il professor Paolo Ferri, docente alla Bicocca, nel suo intervento al Festival della Mente, di cui anticipiamo in questa intervista alcuni spunti. Professor Ferri, che cosa significa “nativi digitali”? ​ «La definizione non è mia, l’ho introdotta in Italia traendola da un saggio di Marc Prensky del 2001. Sono nativi digitali quanti sono nati con una connessione internet in casa e strumenti per accedervi. Oggi in Italia il 92 per cento delle famiglie con figli ha computer e connessione. I ragazzi hanno questo imprinting completamente diverso dal nostro: nella cameretta da piccoli avevamo
  • È spezzino il nuovo ambasciatore italiano in Giordania
    La Spezia, 2 settembre 2015 - Un altro prestigioso incarico per lo spezzino Giovanni Brauzzi (nella foto). Per il diplomatico 61enne è arrivato infatti un nuovo incarico, quello da Ambasciatore italiano in Giordania. La nomina, recentemente deliberata dal Consiglio dei Ministri, è stata resa nota ieri dalla Farnesina, a seguito del gradimento del Governo interessato, e porteà dunque ben presto Brauzzi ad Amman, dopo una lunga carriera fatta di incarichi in Italia e in giro per il mondo. Nato nel dicembre del 1953, laureato in Giurisprudenza, il 61enne spezzino ha iniziato la carriera diplomatica 34 anni fa: è del 1981 il primo incarico alla Farnesina, presso la Direzione generale affari economici. Due anni più tardi assume l’incarico di Segretario commerciale a Lagos, e nel 1986 è a Bruxelles, alla Rappresentanza permanente d’Italia presso la Nato. All’inizio degli anni Novanta torna in Italia, per poi ripartire nel 1994, destinazione Kenia, per effet