Il serbo e l’argentino trascinano la Juventus verso la Champions, ma il futuro parla di addii e nuovi orizzonti
Un saluto perfetto, un arrivederci amaro. L’ultimo ballo di Dusan Vlahovic all’Allianz Stadium non poteva avere sceneggiatura migliore: assist di Yildiz, conclusione impeccabile e l’abbraccio caloroso dei compagni sotto la curva in festa. La rete che ha chiuso il match contro l’Udinese ha avvicinato sensibilmente la Juventus alla qualificazione Champions, ma paradossalmente potrebbe rappresentare anche l’inizio di un lungo addio per il bomber serbo.
Dusan verso l’addio: una storia già scritta
Sono mesi che gli indizi puntano in un’unica direzione: le strade di Vlahovic e della Juventus sembrano destinate a separarsi. Il contratto in scadenza nel 2026 non verrà rinnovato, per volontà del giocatore, e la dirigenza bianconera ha già iniziato a pianificare il futuro senza di lui.
Il divorzio appare ormai inevitabile, probabilmente dopo il Mondiale per Club, con Newcastle e club turchi già in fila per accaparrarsi le prestazioni dell’ex Fiorentina. La società, dal canto suo, avrebbe già individuato in Osimhen – ora in prestito al Galatasaray – il possibile sostituto ideale.
“Dusan è forte, poi come tutti gli attaccanti quando non segnano per qualche giornata si fanno tanti discorsi,” ha commentato Tudor nel post-partita. “È entrato con il cuore, ha dimostrato di quale pasta è fatto e ha segnato un gran gol. La sua reazione non mi ha sorpreso, conosco il suo carattere.”
La profezia di Kovacevic e la fine del digiuno
Il gol contro l’Udinese non è solo importante per la classifica, ma rappresenta anche la fine di un digiuno troppo lungo per un attaccante del suo calibro. Vlahovic non segnava dallo scorso febbraio a Cagliari, un’astinenza di oltre ottanta giorni che stava diventando un macigno psicologico.
Curiosamente, il connazionale Darko Kovacevic aveva previsto tutto: “Vedrete che Dusan si sblocca con l’Udinese,” aveva dichiarato l’ex attaccante juventino pochi giorni prima. Profezia avveratasi dopo appena un quarto d’ora dall’ingresso in campo del numero 9.
Una rete, la quindicesima stagionale, che ha il sapore dolceamaro di un arrivederci, ma che peserà enormemente nella corsa Champions dei bianconeri.
La rinascita primaverile di Nico Gonzalez
Se Vlahovic ha salutato l’Allianz nel migliore dei modi, Nico Gonzalez ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori proprio nel momento decisivo della stagione. Un gol da rapace dell’area di rigore che ha spezzato l’equilibrio contro l’Udinese, allentando la tensione in un ambiente che sentiva tutto il peso della posta in palio.
“La primavera è la mia stagione,” ha sorriso l’argentino in zona mista. “Non so spiegarlo, ma coincide sempre con il periodo in cui riesco a esprimermi al meglio. Quest’anno è stato complicato, tra infortunio e ambientamento, ma ora sento di essere tornato quello vero.”
La stagione di Nico è stata effettivamente una montagna russa emotiva: dal gol al debutto in Champions contro il PSV al grave infortunio di Lipsia, dallo stop di oltre due mesi al lunghissimo digiuno realizzativo, fino alla rinascita sotto la gestione Tudor.
Dopo 125 giorni senza gol, Gonzalez si è sbloccato contro il Monza e ieri ha messo la firma su quella che potrebbe diventare la cartolina della qualificazione Champions. Gli appassionati dei numeri potrebbero trovare interessante 1Red Italia, portale che offre statistiche approfondite sulle prestazioni dei giocatori nei momenti decisivi della stagione.
Il destino Champions nelle proprie mani
A novanta minuti dalla fine del campionato, la Juventus è ancora quarta con il destino europeo nelle proprie mani. Un traguardo che sembrava in bilico fino a poche settimane fa e che ora è ad un passo, grazie alle reti decisive di chi, paradossalmente, potrebbe non vestire più la maglia bianconera nella prossima stagione.
La doppia firma Gonzalez-Vlahovic sulla vittoria contro l’Udinese rappresenta la miglior risposta alle critiche ricevute durante l’anno. Una coppia che ricorda quella di altri club italiani che hanno saputo farsi valere anche oltre i confini nazionali, dimostrando come il talento nostrano possa brillare su palcoscenici internazionali.
“Non penso al futuro adesso,” ha dichiarato Vlahovic stringendo la maglia al termine della partita. “Voglio solo portare questa squadra in Champions. Poi ci sarà tempo per parlare di tutto il resto. L’affetto dei tifosi stasera? È stato speciale, non lo dimenticherò.”
Una Champions che, una volta conquistata, renderà più semplice per tutti decidere come dirsi addio. Ma per una notte, all’Allianz, è stato solo tempo di applausi e gol che valgono una stagione.